Intervistiamo la dott.ssa Vitalia Murgia, co-autrice del libro
‘Disturbi del sonno nel bambino’, autori V. Murgia, A. Maidecchi, R. Pagiotti
Aboca Edizioni 2008
1) I bambini sono soggetti a piccoli disturbi quotidiani, proprio come i grandi. Può fare qualche esempio?
I bambini sono soggetti a numerosi “piccoli disturbi”. In molti casi si tratta di problemi minori risolvibili con qualche intervento educativo-comportamentale come nel caso dell’insonnia infantile primaria, o modificando l’alimentazione del bambino come per la stitichezza, o con una vigile attesa e semplici rimedi palliativi, es. per l’influenza, il raffreddore, la gran parte delle malattie virali delle prime vie aeree.
2) E’ possibile individuare delle motivazioni di carattere generale alla base dei disturbi tipici dell’età infantile?
Alcuni dei disturbi del bambino possono dipendere anche da problemi relativi all’ambiente familiare o sociale, ad un rapporto non equilibrato con i genitori, a condizioni ambientali sfavorevoli. Tralasciamo i casi più seri ed i disturbi psico-affettivi di una certa rilevanza, che ovviamente meritano di essere trattati in sede diversa, e prendiamo brevemente in esame i disturbi del sonno e della stitichezza. Nel caso dell’insonnia infantile primaria spesso il problema è legato ad alcuni comportamenti inadeguati dei genitori nelle prime età di vita del bambino. Per esempio se lo si abitua ad addormentarsi solo in braccio o se si corre ad ogni suo piccolo richiamo quando è un lattante, il bambino quando si sveglierà di notte, richiederà la presenza della mamma o del papà. In pratica sono i genitori stessi che abituano il bambino a piangere o a gridare per vedere accorrere i genitori. Creare l’abitudine è molto facile, è più difficile interrompere il circolo vizioso. Talvolta l’attenzione eccessiva della mamma al numero ed alla frequenza delle scariche del bambino, comporta una sua reazione di “contenimento” delle feci che determina stitichezza, spesso anche questo disturbo persiste per anni secondo un circolo vizioso che si automantiene.
3) In quale modo le piante medicinali possono inserirsi nel rapporto bambino-malattia?
Le piante medicinali possono essere un valido supporto al mantenimento di uno stato di salute “ottimale” ed un valido aiuto per il bambino in molti dei disturbi minori che lo colpiscono purchè i prodotti che vengono somministrati siano di qualità e non possano in alcun modo rappresentare un rischio per il benessere del bambino. Per esempio possono essere di aiuto per interrompere il circolo vizioso dei disturbi del sonno o della stitichezza, possono rendere meglio tollerabili i fastidi creati dai numerosi episodi infettivi virali della stagione invernale.
4) Le proprietà terapeutiche delle piante medicinali non sono ancora dimostrate, non del tutto almeno. Occorrono speciali precauzioni?
Occorrono alcune precauzioni prima di somministrare un prodotto a base di piante medicinali ad un bambino. La prima precauzione è quella di orientarsi su prodotti di qualità, che riportino in etichetta i nomi botanici delle piante medicinali, la loro quantità in mg, il “titolo in principi attivi (cioè la quantità in mg dei principi attivi caratteristici di quella determinata pianta medicinale). Il prodotto dovrebbe consigliare un dosaggio in relazione al peso corporeo del bambino e non dovrebbe contenere alcol in misura superiore al 3-5%.
Le piante da utilizzare nel bambino devono essere di provata sicurezza (cioè deve esserci il minimo rischio di effetti collaterali), si devono usare perciò piante della tradizione europea, perché l’uso tradizionale ne garantisce in parte la sicurezza. Le piante usate nel bambino dovrebbero essere state studiate dai medici, con studi clinici di buona qualità, almeno nell’adulto. A questo proposito occorre ricordare che non esistono conoscenze scientifiche certe sulla sicurezza dei prodotti omeopatici a base di piante medicinali, sui gemmo derivati, sui Fiori di Bach, e su molte altre preparazioni che vengono commercializzate.
Evitare l’uso di piante “esotiche” di cui non è sufficientemente dimostrata la sicurezza.
Non vanno usati nel bambino prodotti venduti al di fuori dei circuiti commerciali controllati dal Ministero della Salute (vendita via Web e porta a porta).
Non vanno mai usati gli oli essenziali per inalazione, nei vaporizzatori, sotto forma di “suffumigi” perché possono scatenare crisi di laringospasmo o broncospasmo. Per il bambino è controindicato l’uso degli oli essenziali anche in aromaterapia. Gli oli essenziali possono essere usati solo in creme da applicare sulla cute in percentuale non più alta del 3%, o negli sciroppi nelle percentuali ammesse dalla legislazione sugli alimenti.
5) Un consiglio per i genitori, al fine di aiutarli ad orientarsi per assistere al meglio i bambini con rimedi naturali nel delicato periodo della crescita.
Prima di decidere di somministrare al bambino un prodotto a base di piante medicinali, o un farmaco, soprattutto se è la prima volta che il bambino ha quel tipo di problema, è sempre bene consultarsi con il pediatra. Talvolta possono essere sufficienti anche semplici interventi palliativi (es. pulire bene il naso dalle secrezioni, umidificare gli ambienti, ecc., in caso di semplice raffreddore) senza che ci sia necessità di somministrare sostanze di qualsivoglia natura. Una volta che si è sicuri della diagnosi e che si sa che il disturbo non richiede uno specifico farmaco si può scegliere, con l’aiuto del pediatra o del farmacista, un fitoterapico adatto a favorire un più rapido ristabilimento del bambino.
Tra le piante e le sostanze naturali più studiate ed usate nel bambino si possono ricordare l’Echinacea (angustifolia, pallida, purpurea) e la Propoli nella prevenzione e nel trattamento delle infezioni delle alte vie respiratorie (raffreddore comune, faringiti ed otiti virali, ecc.), la Camomilla, la Passiflora e la Melissa nel trattamento dell’insonnia infantile primaria, il Finocchio o la Pimpinella,anche in combinazione con Camomilla e Melissa nelle coliche infantili o nel colon irritabile, lo Zenzero nel vomito, La Grindelia, la Piantaggine, l’Edera nella tosse da infezione delle alte vie respiratorie e molte altre ancora. Per la stitichezza si possono usare sia frutti di piante medicinali ricche di zuccheri (lassativi osmotici: fico, tamarindo, manna, prugna, ecc) anche in combinazione tra loro, sia piante a base di mucillaggini (lassativi di volume: psillio biondo e nero, glucomannano, ecc), sia oli vegetali (lassativi ad effetto emolliente: olio di mandorle, olio di olia, olio di mais, ecc). Per la prevenzione delle infezioni delle vie urinarie si può usare il mirtillo rosso (cranberry).
Autore: Debora De Santis

