Le proprietà officinali dell’anice
Secondo Plinio il Vecchio l’anice aveva 2 poteri: la stimolazione del sonno e la salvaguardia della freschezza del viso.
Molti la conoscono ’solo’ per il suo contributo nelle ricette dei dolci: i biscotti all’anice, in forma di ciambelline, sono una delizia per molti palati.
In realtà questa pianta erbacea dai fiori color porpora è utile su numerosi fronti, primo fra tutti l’apparato digestivo, grazie ai suoi semi che stimolano l’attività intestinale e svolgono un’azione antispasmodica che rende più agevole la digestione ed elimina ‘problemi’ come la sonnolenza successiva al pranzo.
Di conseguenza, è impiegata con successo anche nel caso di crampi intestinali e per combattere disturbi sgradevoli come l’aerofagia.
Poi, in ordine di importanza, stimola le secrezioni della ghiandole, compresa quella mammaria e, assunta regolarmente sotto forma di tisana, rende il latte materno più dolce e gradevole.
Combatte la cefalea e in generale l’affaticamento cerebrale, grazie alla sua azione calmante, sedativa, che la rende adatta anche come calmante per problemi ai bronchi e per la tosse comune.
Inoltre, i semi freschi dell’anice hanno anche il ‘potere’ di profumare l’alito, il che è senz’altro gradito a tutti.














