Liquirizia: alleata o nemica del corpo?
Il sapore è amaro…per quelli che “il dolce proprio no”.
La liquirizia è un arbusto che cresce fino a due metri e comprende 18 varietà che fioriscono nel periodo estivo.
Già 5000 anni fa era usata in Asia e ancora persiste nella medicina tradizionale cinese, soprattutto come antidoto contro la tosse e le intossicazioni alimentari.
Al giorno d’oggi, gli ambiti di utilizzo della liquirizia non si contano più, si spazia dall’alimentare al curativo e le vesti che può assumere questa pianta sono innumerevoli.
La liquirizia ‘da mangiare’ è disponibile sotto forma di bastoncini da masticare, di caramelle e rotelline, di confetti, di estratti per i dolci, di liquore e di tisana.
La liquirizia ‘officinale’ è invece disponibile in forma di decotto, compressa, mistura, da sola o combinata ad altri elementi.
Ma quali sono le sue virtù?
E’ di aiuto per la digestione, è un antinfiammatorio, è antibatterica, cicatrizzante ed antiulcera.
E ancora, è di supporto per le cicatrici particolarmente profonde, è rinfrescante e utile per chi presenta carenza di sali minerali. Ed è ottima per la tosse, riesce a calmarla in poco tempo.
Tuttavia si tratta di una di quelle erbe che vanno assunte con particolare attenzione al dosaggio, perchè la naturalissima radice di liquirizia non deve superare il mezzo grammo al giorno, pena problemi di ritenzione idrica, aumento della pressione, mal di testa, sensazione di gonfiore al viso.
E’ pertanto abbastanza controindicata per le persone che soffrono di ipertensione, di diabete, di cirrosi epatica, e per le donne durante la gravidanza e l’allattamento.
Non che si debba eliminare del tutto, ma diciamo che una caramella al giorno basta e avanza.














